Il rumore da origine aeronautica

Il suono è energia meccanica che si propaga in un fluido per onde generate da un corpo in vibrazione. Il fenomeno fisico elementare è costituito da onde sinusoidali di oscillazione della pressione atmosferica che si propagano in tutte le direzioni alla velocità di 331,8 m/sec (in aria a 0° C).

Il tono è un’oscillazione ritmica regolare e sempre identica di una determinata struttura molecolare. L’orecchio umano può udire frequenze tra 20 e 20.000 Hz.

L’intensità del suono viene misurata in dB (decibel), che è un’unità senza dimensioni indicante il logaritmo in base 10 del rapporto tra l’intensità o pressione di un suono e l’intensità o pressione di riferimento.

L’orecchio umano è sensibile solo a livelli di pressione sonora che vanno da un limite inferiore di intensità di 0 dB (limite o soglia di udibilità) a un limite superiore di 130 dB circa (soglia del dolore).

L’uso del dB come unità di misura dell’intensità viene utilizzato poiché il dB è la più piccola differenza di energia sonora che può venir percepita dall’orecchio umano.

Non è soltanto l’intensità a determinare la pericolosità del rumore: anche la durata dell’esposizione è molto importante. Per tenere conto di questo fattore, si utilizzano livelli sonori con media ponderata nel tempo. (Fonte: European Agency for Safety and Health at Work).

La percezione del rumore
Ogni persona percepisce il rumore e reagisce a esso in modo diverso. Questo significa che la percezione è un fattore molto importante. Gli atteggiamenti e le reazioni sono rilevanti come metro di misurazione degli effetti del rumore, ma non possono essere utilizzati come misura scientifica. La percezione non varia solo tra persone diverse ma può variare anche nella stessa persona a seconda, per es., del rumore di fondo. Lo stesso rumore potrebbe essere percepito in modo diverso anche in funzione di ciò che si sta facendo, del clima o dello stato d’animo.

Il rumore aeroportuale e il corpus legislativo italiano
La legislazione italiana sul rumore intorno agli aeroporti è vasta e articolata e comprende la trattazione degli aspetti fondamentali riguardanti la sua misurazione, i sistemi di monitoraggio, le zone di rispetto presenti nei territori limitrofi le infrastrutture aeroportuali, i modelli di simulazione, le Commissioni aeroportuali, le azioni di mitigazione, ecc.

Un’analisi del rumore presente evidenzia, in funzione della fonte, rumori di origine aeronautica e non. Per il rumore di origine aeronautica, la legislazione indica specifici descrittori.

Il rumore prodotto dagli aeromobili è caratterizzato da un numero relativamente limitato di eventi nell’arco della giornata e da valori massimi di pressione sonora piuttosto elevati. Benché di breve durata, il rumore prodotto da un aereo ha un’intensità elevata e dipendente da diversi fattori quali la tipologia dell’aeromobile, la quota e la rotta.

Gli eventi più rumorosi si registrano nelle fasi di decollo e di atterraggio degli aeromobili; l’area di impatto acustico di origine aeronautica viene rappresentata sotto forma di curve di isolivello, ovvero linee che delimitano aree di uguale valore di livello di valutazione di rumore aeroportuale (Lva) intorno agli aeroporti. (Fonte ARPA Lombardia).

I dati rilevati ed elaborati sono resi disponibili ai comuni limitrofi e, naturalmente, agli enti istituzionali (Regione, Provincia, ARPA, Ministero dell’Ambiente). L’indice definito dalla normativa italiana per descrivere il rumore in questo contesto è il livello di valutazione del rumore aeroportuale, Lva.

Il livello di valutazione del rumore aeroportuale è calcolato effettuando la media logaritmica dei valori giornalieri di Lvaj delle tre settimane a maggior numero di movimenti durante l'anno, definite ai sensi del DM 31 ottobre 1997.

Il livello giornaliero di Lvaj deriva, a sua volta, dai livelli del rumore Lvad diurno (6.00 - 23.00) e Lvan notturno (0.00 - 6.00 e 23.00 - 24.00). Il rumore prodotto da voli compresi nella fascia notturna è soggetto a  penalizzazione: il rumore prodotto da un singolo volo notturno equivale orientativamente a quello prodotto da 10 voli diurni.